Come integrare il solare termico nei sistemi moderni
fotovoltaico3 maggio 2026di Redazione Solematica
Le sinergie tra collettori solari e pompe di calore
I sistemi di riscaldamento domestico in Italia affrontano sfide significative legate ai costi energetici elevati e alle inefficienze stagionali. Con l’aumento dell’attenzione su efficienza e decarbonizzazione, l’integrazione del solare termico con le pompe di calore viene considerata una soluzione ibrida per ridurre i consumi e aumentare la stabilità delle prestazioni lungo l’anno. Un’analisi del mercato italiano per il 2025, presentata da Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, attesta il valore del settore delle pompe di calore a 2,79 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, sebbene con dinamiche eterogenee tra i diversi segmenti.[ElettricoMagazine]
Nel quadro degli incentivi 2026, il Conto Termico 3.0, in vigore dal 25 dicembre 2025, viene indicato come leva di supporto per interventi che includono pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico, con rimborsi fino al 65% e tempi di erogazione riportati come rapidi per alcune soglie di spesa.[Biblus]
Le novità del Conto Termico 3.0
Il D. M. 7 agosto 2025 ha introdotto significative novità, ampliando la portata del meccanismo di incentivazione. Tra le principali modifiche si segnalano:
Estensione dei beneficiari: l'accesso è ora consentito anche a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) ed Enti del Terzo Settore.
Ampliamento interventi: sono inclusi impianti fotovoltaici con accumulo e colonnine di ricarica, se abbinati alla sostituzione dell'impianto con pompe di calore.
Incentivi maggiorati: l'incentivo può raggiungere il 100% delle spese ammissibili per interventi su edifici pubblici in comuni con meno di 15.000 abitanti, scuole e strutture ospedaliere.
Procedure digitalizzate: la gestione delle richieste avviene tramite il nuovo portale GSE “PortalTermico 3.0”, attivo da febbraio 2026.
Fonte: Biblus, Enpal
La logica tecnica dell’integrazione termica è semplice: i collettori solari termici forniscono calore a bassa e media temperatura, riducendo il lavoro richiesto alla pompa di calore per riscaldamento e acqua calda sanitaria. L’effetto pratico dipende dal profilo di carico dell’edificio, dalla tipologia di emissione (pavimento radiante, radiatori, fan coil), dalla gestione dei setpoint e dalla disponibilità di accumulo.
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Aumento dell'efficienza stagionale dei sistemi ibridi
Il beneficio atteso dalla combinazione tra solare termico e pompe di calore si legge soprattutto sull’efficienza media, misurata in termini di COP e, in modo più rappresentativo, di SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), cioè l’indicatore che considera le prestazioni lungo l’intera stagione di riscaldamento. Nelle configurazioni più diffuse in Italia, le pompe di calore aria-acqua sono accreditate di un COP medio tra 3,5 e 4,5, mentre le soluzioni geotermiche vengono riportate con COP tra 4,5 e 5,5, a fronte però di costi di installazione più elevati.
Dal COP allo SCOP: il cambio di paradigma normativo
Il Decreto Ministeriale 28 ottobre 2025, che aggiorna i requisiti minimi di prestazione energetica, ha segnato un'importante evoluzione. Ha eliminato i requisiti puntuali basati su COP ed EER, allineando la normativa italiana ai regolamenti europei Ecodesign. Ora la valutazione si basa sulla prestazione energetica stagionale, come l'efficienza energetica del riscaldamento stagionale (ηs%) e lo SCOP, calcolati secondo la norma UNI EN 14825. Questo approccio favorisce una valutazione più realista dell'efficienza della pompa di calore durante tutto il suo ciclo di funzionamento annuale.[Ingenio]
La sinergia con il solare termico agisce su due piani. Da un lato, il calore solare può coprire quote rilevanti del fabbisogno di ACS nelle fasi più favorevoli dell’anno: nelle fonti disponibili si indica che lo scaldacqua a pompa di calore, come alternativa o complemento alla produzione integrata ACS delle unità aria-acqua, può sostituire un boiler elettrico con un risparmio sui consumi stimato nel 60–70%. Dall’altro, riducendo le richieste di energia al compressore, la pompa di calore tende a lavorare più a lungo in condizioni efficienti, specialmente quando l’impianto di emissione opera a bassa temperatura.
Nel funzionamento, una pompa di calore trasferisce calore dall’esterno all’interno attraverso quattro fasi: evaporazione (il refrigerante assorbe calore e passa a vapore anche con temperature esterne sotto zero), compressione (aumento di pressione e temperatura), condensazione (cessione di calore all’impianto e ritorno allo stato liquido) ed espansione (riduzione di pressione e temperatura per ripetere il ciclo). Le fonti disponibili riportano che, per ogni 1 kWh elettrico consumato, una pompa di calore può produrre 3–5 kWh termici; su questa base viene indicata una riduzione dei consumi fino al 75% rispetto a sistemi tradizionali.
Su un’abitazione tipo da 100–150 m² viene riportato un intervallo annuo di consumo elettrico per riscaldamento pari a 3.000–5.000 kWh con pompa di calore aria-acqua; assumendo un COP medio di 3,5, la spesa elettrica associata viene stimata in 400–700 €/anno. Nello stesso confronto, il costo annuo di una caldaia a gas è indicato nell’intervallo 1.200–1.800 €/anno. La dimensione “ibrida” diventa quindi rilevante quando il contributo solare riduce ulteriormente i prelievi elettrici nei momenti di maggiore irraggiamento e quando la gestione dei carichi evita cicli rapidi e inefficienze.
Segmento di mercato HVAC (2025 vs 2024)
Andamento
Fattori chiave
Valore totale mercato Pompe di Calore
+6% (2,79 mld €)
Crescita guidata dal settore non residenziale e dalle grandi taglie.
Pompe di calore residenziali (≤17 kW)
In calo
Incertezza sugli incentivi e attesa per l'entrata in vigore del Conto Termico 3.0.
Pompe di calore medio-grandi taglie
Positivo
Domanda sostenuta da progetti integrati nel terziario e nell'industria.
Sintesi dell'andamento del mercato HVAC e pompe di calore in Italia nel 2025. Fonte: Assoclima, Energy & Strategy Group.[InfoBuild][ElettricoMagazine]
In questo scenario, Solematica concentra le proprie risorse informative sulle pompe di calore, includendo dati di prestazione, fasce di costo e criteri di compatibilità con impianti esistenti, elementi che aiutano a valutare con maggiore granularità una strategia di integrazione termica basata sul profilo reale dell’edificio.
Dimensionamento del serbatoio di accumulo tecnico
Passando dal principio di funzionamento alle scelte di progetto, l’accumulo diventa il componente che rende “gestibile” il solare termico in un sistema ibrido: immagazzina energia quando disponibile e la restituisce quando il carico lo richiede, stabilizzando la regolazione della pompa di calore e la produzione di ACS. Senza un volume adeguato, parte del calore prodotto può non essere utilizzabile nei tempi utili; al contrario, serbatoi sovradimensionati incrementano costi e ingombri, e possono aumentare le dispersioni termiche.
Nelle indicazioni tecniche riportate nei materiali ricevuti ricorre un approccio pratico che lega il dimensionamento al fabbisogno di ACS giornaliero e alla superficie dei collettori. Per una famiglia di quattro persone viene indicato un fabbisogno di 200–300 litri/giorno, con un serbatoio nel range 300–500 litri e una superficie di collettori indicativa tra 4 e 8 m². Per due persone, l’ordine di grandezza scende a 100–150 litri/giorno, con serbatoio 150–250 litri e collettori tra 2 e 4 m².
Nucleo
Fabbisogno ACS (L/giorno)
Serbatoio (L)
Collettori (m²)
2 persone
100–150
150–250
2–4
4 persone
200–300
300–500
4–8
Indicazioni di dimensionamento per sistemi solari termici per produzione di Acqua Calda Sanitaria (ACS).
Un accumulo correttamente integrato consente anche di gestire la priorità tra usi: in molti casi l’ACS viene trattata come carico prioritario rispetto al riscaldamento ambiente, perché richiede temperature stabili e disponibilità continua. Quando la pompa di calore integra la produzione di acqua calda sanitaria, la scelta può includere la valutazione di soluzioni dedicate solo all’ACS: viene indicato un costo tipico di 1.500–3.000 € per uno scaldacqua a pompa di calore, con risparmi sui consumi nel range 60–70% rispetto al boiler elettrico.
Criticità e soluzioni nella fase progettuale
Una volta definito l’equilibrio tra generazione e accumulo, il tema diventa l’affidabilità nel funzionamento reale. Nei sistemi ibridi per il riscaldamento domestico la qualità progettuale si misura nella capacità di prevenire situazioni di stress impiantistico, rispettare i limiti operativi dei componenti e impostare una regolazione coerente con i profili di consumo. Gli stessi incentivi, nel materiale ENEA dedicato al Conto Termico 3.0, vengono presentati come una cornice che richiama requisiti tecnici, massimali di spesa e modalità di accesso, elementi che spingono verso una progettazione documentata.
Prevenzione della stagnazione estiva dei fluidi
Con la continuità stagionale entrano in gioco alcune criticità tipiche del solare termico nei periodi di basso prelievo e alta radiazione: quando l’energia prodotta non viene smaltita, la temperatura del circuito può salire fino a livelli che mettono sotto stress i fluidi e i componenti. Nei materiali di base utilizzati per strutturare l’argomento compare una soglia di riferimento oltre la quale il rischio diventa concreto, con temperature del fluido superiori a 180°C, associate a degradazione del glicole e incremento della pressione.
In un sistema ibrido, la gestione della stagnazione passa sia da scelte impiantistiche sia da logiche di controllo. Tra le soluzioni tecniche citate figurano configurazioni che permettono di scaricare l’energia in eccesso o di evitare il surriscaldamento del circuito, come sistemi drain-back, deviazioni di flusso con valvole dedicate e dissipazione su scambiatori. La finalità operativa è ridurre le condizioni di esercizio estreme nei periodi estivi, preservando affidabilità e vita utile dell’impianto.
Poiché la pompa di calore può operare anche in modalità reversibile per il raffrescamento, la logica di progetto tende a considerare l’impianto come piattaforma unica di climatizzazione: riscaldamento in inverno, raffrescamento in estate e ACS tutto l’anno. Questa integrazione, se ben regolata, contribuisce anche a evitare che l’energia termica si accumuli senza utilizzo.
Controllo elettronico e gestione delle priorità di carico
Dopo la stabilità termica del campo solare, il passaggio decisivo riguarda la regolazione. Nei materiali ricevuti, la gestione delle priorità viene descritta come una logica in cui la risorsa rinnovabile viene valorizzata per prima, mentre la pompa di calore interviene quando il contributo solare non è sufficiente o quando serve una temperatura di mandata specifica. Questo punto è particolarmente rilevante negli impianti con radiatori, dove la temperatura tipica di progetto è più alta rispetto ai sistemi radianti.
Il ruolo crescente dell'automazione: i sistemi BACS
Il recente DM 28 ottobre 2025 ha potenziato il ruolo dei sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS), in linea con la norma UNI EN ISO 52120-1. Nei complessi immobiliari non residenziali dotati di sistemi termici con potenza superiore a 290 kW, è ora obbligatorio implementare sistemi di classe B, i quali permettono una comunicazione bidirezionale tra i vari dispositivi e assicurano una supervisione centralizzata dei consumi. Questo indica una chiara tendenza verso una gestione sempre più intelligente e integrata degli impianti, essenziale per massimizzare l'efficienza dei sistemi ibridi complessi.[Ingenio]
Le pompe di calore lavorano in modo più efficiente con mandata nell’intervallo 35–45°C, mentre i radiatori tradizionali sono spesso dimensionati per 60–70°C. Per questo vengono citate due strade: l’impiego di radiatori sovradimensionati o a bassa temperatura, oppure la scelta di pompe di calore ad alta temperatura in grado di arrivare fino a 65°C. La disponibilità di tecnologia inverter viene richiamata come fattore che aiuta a mantenere buone prestazioni anche a carico parziale e a ridurre la rumorosità: per l’unità esterna viene indicato un livello tipico di 45–55 dB a un metro di distanza.
Quando l’impianto è integrato con una generazione elettrica locale, l’effetto sulla bolletta può diventare determinante. Nei materiali Solematica si riporta che, abbinando pompa di calore e fotovoltaico con potenze nell’ordine di 6–10 kWp, si può coprire 50–70% del fabbisogno energetico della pompa di calore con energia autoprodotta, e che il risparmio complessivo può superare 2.000 €/anno rispetto a una caldaia a gas senza fotovoltaico; viene anche indicato che con batteria di accumulo la copertura può aumentare ulteriormente. In parallelo, nella sezione fotovoltaico si evidenzia che la produzione invernale è più bassa, con un contributo indicativo pari a 25–30% del totale annuo, elemento che rende la strategia di controllo ancora più importante nei mesi freddi. Per un quadro sui requisiti e sulle opzioni di impianto, Solematica approfondisce i pannelli solari e le condizioni di integrazione con i carichi elettrici domestici.
Allargando lo sguardo, le stesse logiche di flessibilità e gestione dei flussi energetici richiamano il tema delle reti. Nei materiali dedicati alle infrastrutture energetiche viene sottolineato il ruolo delle smart grid nel bilanciamento in tempo reale e l’importanza di inverter intelligenti e sistemi di accumulo per trasformare la generazione distribuita in una risorsa attiva, capace di contribuire al controllo di frequenza e tensione. È un contesto che rende i sistemi ibridi non solo una scelta impiantistica, ma un tassello coerente con l’evoluzione dell’ecosistema elettrico.