Le comunità energetiche rinnovabili supportate da Edison

fotovoltaico28 maggio 2026Redazione Solematica
Le comunità energetiche rinnovabili supportate da Edison
«In questo anno di collaborazione con Legacoop Abitanti, abbiamo fatto molti passi verso un modello di consumo energetico più equo e sostenibile. Tramite il nostro approccio di comunità energetica rivolto ai condomini, garantiamo ai residenti l’opportunità di usufruire di energia pulita senza la necessità di investimenti iniziali, conseguendo un notevole risparmio sulle spese energetiche.»

Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia [Edison]
A conferma di questo impegno, ad aprile 2026 Edison e Legacoop Abitanti hanno comunicato di aver avviato sette nuove comunità energetiche condominiali in un anno, coinvolgendo circa 2.000 nuclei familiari. Tra queste, figurano progetti a Sordina (Salerno), Novellara (Reggio Emilia) e Modena [Edison]. Inoltre, attraverso la fondazione Banco dell’energia, Edison ha donato l’impianto fotovoltaico per la prima comunità energetica solidale di Roma, “Le Vele”, che fornirà energia a un istituto per ragazzi diversamente abili e ad altre realtà associative del territorio [mcTER].

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La stessa logica di integrazione si ritrova negli altri servizi energetici richiamati nei materiali: una pompa di calore ibrida con prezzo medio di 10.898 euro (dato H1 2024), una wallbox con installazione e una caldaia a condensazione da 24 kW con prezzo medio di 2.123 euro (dato 2025). Il quadro non equivale a una comunità energetica in senso giuridico, ma documenta un orientamento verso consumi più elettrificati e più vicini al luogo di produzione, rilevante per i territori che puntano a iniziative locali per la transizione energetica. Per un approfondimento operativo sul funzionamento delle CER, resta utile la guida completa di Solematica.

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Impatto delle comunità energetiche: ambiente e benefici

Oltre agli aspetti organizzativi e ai servizi collegati, i materiali evidenziano effetti concreti sia sul piano ambientale sia su quello economico, soprattutto quando la configurazione è bilanciata e supportata da strumenti di ottimizzazione.

I risultati ambientali raggiunti

Da qui derivano gli effetti ambientali e di sistema riportati nei materiali. Una CER ben progettata, con una distribuzione equilibrata tra produttori e consumatori e con sistemi di accumulo, può superare il 60-70% dell’energia condivisa rispetto al totale prodotto. Sul piano economico, ogni chilowattora prodotto e autoconsumato localmente evita l’acquisto dalla rete, con un risparmio medio indicato tra 25 e 35 centesimi di euro per kWh nel 2026; per una famiglia che partecipa attivamente a una configurazione ben strutturata, il beneficio annuo stimato varia tra 300 e 600 euro, a seconda dei consumi e della quota di energia condivisa disponibile.

La riduzione dell’impatto emissivo è presentata nei materiali come conseguenza della maggiore quota di energia rinnovabile condivisa e dell’uso più efficiente dell’energia. Anche i sistemi di accumulo o di valorizzazione dell’eccedenza incidono su questo aspetto: nell’offerta Edison, la Batteria Virtuale è associata alla possibilità di aumentare l’autoconsumo dal 30% al 70-80%, mentre nei contenuti sulle reti intelligenti si ricorda che inverter evoluti e accumuli possono contribuire alla stabilità della rete, fornendo servizi come il controllo di frequenza e tensione.

Il caso della CER solidale “Le Vele” a Roma

L’impianto della comunità energetica “Le Vele”, donato da Banco dell’energia grazie al contributo di Edison, produrrà 119.000 kWh all’anno. Si stima che questo porterà a un risparmio dei consumi del 57% per i membri della comunità, che includono l’Istituto Leonarda Vaccari, un istituto comprensivo e due associazioni locali. Questo progetto evidenzia il potenziale delle CER non solo per la transizione energetica, ma anche come strumento di inclusione e sostegno sociale [mcTER].

Per Solematica, che segue questi temi sul versante informativo e comparativo, il dato più rilevante resta il cambio di paradigma: la transizione non riguarda soltanto l’installazione di impianti, ma la capacità di collegare tecnologia, governance e territorio. In questa prospettiva, le comunità energetiche rinnovabili si confermano uno strumento di sviluppo sostenibile, capace di integrare obiettivi ambientali, risparmio in bolletta e una diversa distribuzione del valore lungo la filiera energetica.

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